ROOM01: Found in Translation — Computer Room

“Found in Translation” prende 5 storie da 5 persone in 5 lingue e le traduce in 5 interpretazioni per ispirare la produzione di 5 risultati fisici. Attraverso l’utilizzo esclusivo di dizionari stampati e conversazioni, il progetto assume una metodologia sperimentale focalizzata sulla linguistica che mette in primo piano un’interpretazione molto umana delle parole come un modo per ispirare il fare. Fedeli alla frase ‘apert all’interpretazione’, i risultati serviranno come artefatti che ricorderanno a tutt noi la fragile bellezza di culture diverse provenienti da tutto il mondo.

BIO

Sostenuto attraverso il programma Circular Cultures del British Council, Computer Room è uno studio di design orientato alla ricerca composto da Andu Masebo, Charlie Humble-Thomas e Jesse Butterfield. Dopo il loro incontro nel 2019 al Royal College of Art, i tre hanno condiviso un interesse comune per temi poco rappresentati e problematici all’interno della cultura materiale. In passato la loro ricerca ha esaminato l’impatto della produzione di oggetti e la mappatura delle strutture sociali che li supportano. Più recentemente, il loro focus è sul significato culturale degli oggetti fisici e su come questo si collega al linguaggio. Con ogni membro che ha la propria pratica personale, il loro lavoro collettivo porta diverse prospettive e modi di fare le cose insieme sotto lo stesso tetto. Il loro laboratorio di studio ha sede a Hoxton a Londra, Regno Unito.

COMMISSIONATO DA
British Council come parte del programma “Circular Cultures”


Cinque stanze che diventano casa e luogo di sperimentazione e di incontro. Benvenuti a Temporary Home: una residenza unica per cinque designer e artisti provenienti da tutta Europa all’interno di casaBASE, il nostro ostello.

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