ROOM 05. Lucrezia Alessandroni — Olfactory Echoes

Olfactory Echoes indaga l’impatto che il cambiamento climatico ha sul patrimonio olfattivo di un ecosistema, un ambiente, una città.

Lucrezia Alessandroni — Olfactory Echoes

Olfactory Echoes indaga l’impatto che il cambiamento climatico ha sul patrimonio olfattivo, una dimensione ancora poco esplorata nonostante l’alterazione dei paesaggi sensoriali sia già evidente. 

Il progetto sviluppa fragranze a base microbica capaci di evocare pratiche e tradizioni in via di estinzione a Roma a causa dei cambiamenti climatici, come la transumanza, la pesca tradizionale, la caccia al tartufo e la viticoltura. 

La ricerca ruota attorno alla seguente domanda: come si possono progettare profumi microbici che rievochino il patrimonio olfattivo romano influenzato dai cambiamenti climatici?  

Olfactory Echoes mira a preservare e reimmaginare il patrimonio olfattivo, da considerare come patrimonio immateriale creando e archiviando profumi evocativi di origine microbica. 

Attraverso interviste semi-strutturate con agricoltor e pescator, passeggiate olfattive e metodologie di biodesign e progettazione speculativa, Lucrezia Alessandroni crea e archivia profumi evocativi di origine microbica per preservare e reimmaginare il patrimonio olfattivo romano a rischio. Il lavoro include protocolli di laboratorio, strategie di conservazione degli odori microbici e analisi di scenari climatici ad alte emissioni. 

Olfactory Echoes preserva il patrimonio olfattivo come parte del patrimonio immateriale di una comunità e ne immagina l’evoluzione in risposta ai cambiamenti degli ecosistemi. 


IN COLLABORAZIONE CON
Professor Carole Collet, Dr Alice Taylor, Dr Barbara Smith


We Will Design 2026 — HELLO, DARKNESS è la Design Week a BASE Milano.
Un progetto che ha al centro il design come strumento per sovvertire le gerarchie, intrecciare ecologie e tecnologie per immaginare città e società del futuro.
“Hello, Darkness” è in invito a riconoscere l’abisso — politico, ecologico, estetico — in cui ci troviamo, non come luogo di paura, ma come spazio di rigenerazione, resistenza e immaginazione.
L’oscurità qui non è assenza, ma una condizione fertile che accoglie gesti invisibili, saperi marginalizzati e resistenze luminose.

Join Us In The Dark.
Dal 20 al 26 aprile.

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