Queer Deities in Migration Berika

FAROUT

Attraverso performance, costumi, maschere e make-up trasformativi, la scena diventa uno spazio di attraversamento.

Queer Deities in Migration intreccia le storie di sette persone migranti queer con l’antica mitologia del Caucaso. A ciascun percorso di migrazione, perdita e trasformazione corrisponde una divinità gender-fluid, dando vita a un universo in cui mito e presente si incontrano e si riscrivono a vicenda. 

A FAROUT, le sette divinità fanno la loro comparsa durante il viaggio che le conduce al festival tra le montagne di Berlino. Attraverso performance, costumi, maschere e make-up trasformativi, la scena diventa uno spazio di attraversamento, in cui memoria, identità e appartenenza prendono corpo. Un rito contemporaneo che celebra la resilienza, l’immaginazione e la forza delle comunità migranti queer. 

Bio

Queer Deities in Migration (2024–2026) è un progetto artistico transnazionale e multidisciplinare che intreccia le realtà contemporanee di sette migranti queer con l’antica mitologia gender-fluid del Caucaso. Co-creato da Giorgi Rodionov, Uta Bekaia e Dato Koridze, il network performativo nomade utilizza costumi elaboratimaschere e rituali per esplorare sradicamentoresilienza e solidarietà. Dopo varie tappe in Europa, il rituale finale si terrà a Berlino nel settembre 2026.

Credits

Co-creator/Curator: Giorgi Rodionov  

Co- creator/costums/character building: Uta Bekaia 

Co-creator/photo-video maker: Dato Koridze  

Performance artists: Pari Banu Asgar / Aurah Jendafaaq / Kavkaz Widow / Remi Jan / VINVAR / Gio Megrelishvili / Belligerency 

  • Durata 30'
  • Apertura porte 15 minuti prima dell'inizio dello spettacolo
  • Questo evento è:
    Accessibile a persone con disabilità motoria

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