Design Week
a BASE Milano

Ogni anno, durante la Design Week, BASE presenta We Will Design ↗, una piattaforma che trasforma gli spazi in un laboratorio vivo di prototipi, visioni radicali e pratiche.

È qui che ciò che è ancora in divenire trova spazio e visibilità. Nuove prospettive che utilizzano il design come strumento per interrogare il presente — e riscriverlo in modo più equo, accessibile e consapevole.

We Will Design

We Will Design è una grande piattaforma sperimentale prodotta da BASE Milano. Ogni anno accoglie e promuove progetti di designer provenienti da tutto il mondo, scuole, università, istituzioni internazionali e giovani student .

Un ecosistema di ricerca, residenze, progetti collettivi e sperimentazione, attivo durante tutto l’anno.

DAYDREAMING

Sognare a occhi aperti, pratiche situate di prefigurazione.

Un sogno assume una dimensione politica quando viene condiviso: da esperienza privata diventa una risorsa comune per interpretare il presente, come suggerisce Max Haiven in Dreaming Together. Anche il daydreaming può essere letto in questo modo: uno spazio in cui la realtà perde temporaneamente il suo carattere di inevitabilità, un margine di scarto tra ciò che è e ciò che potrebbe essere. Nel passaggio dalla percezione individuale alla parola, all’immagine, al gesto e alla relazione, il daydreaming diventa una pratica collettiva di conoscenza.

WE WILL DESIGN 2027 /
CORNICE
CURATORIALE

Nel 2027, BASE Milano dedica la propria ricerca culturale al daydreaming, inteso come pratica situata, condivisa e resistente dell’immaginazione.

Il sognare ad occhi aperti è un atto situato: le immagini che attraversano la mente sono già intrecciate ad ambienti, linguaggi, memorie, istituzioni e rapporti di potere. Anche la capacità di desiderare dipende dalle condizioni storiche e materiali a partire dalle quali guardiamo il mondo.

Pensare il sognare ad occhi aperti come una pratica situata significa interrogarne non i contenuti, ma le condizioni: chi può permettersi di sognare, dove, per quanto tempo e al riparo da quali pressioni? Quali immaginari possono essere condivisi e quali, invece, restano confinati nell’invisibile? Il design entra in questo campo non per illustrare il sogno, ma per progettarne le condizioni di possibilità: gli spazi, gli oggetti, i dispositivi e le relazioni che determinano chi immagina, cosa e con quali strumenti. Le quattro linee che seguono sono altrettanti campi di intervento su queste condizioni.

Non si tratta di immaginare un altrove astratto, ma di riconoscere le possibilità laterali che si nascondono nel praticare altrimenti, nelle relazioni inattese e nelle forme di vita già presenti, per quanto fragili, intermittenti o incomplete. Il daydreaming diventa così un esercizio per spostare lo sguardo, sottrarsi a soluzioni predeterminate e rendere percepibili altri modi di abitare il presente.

Che sensazione dà il DAYDREAMING?

Dreaming Commons

Il sogno come infrastruttura condivisa, non come rifugio privato: chi ha oggi accesso al tempo, allo spazio e alle parole necessari per immaginare un futuro pubblico, e chi ne resta esclusə? Cerchiamo progetti che considerino l’immaginazione come una risorsa da redistribuire: spazi comuni, dispositivi partecipativi, formati che estendano il diritto a sognare a chi normalmente non viene coinvolto — dal quartiere alla scuola, dal luogo di lavoro alla città.

Synthetic Reveries

Il confine sempre più sottile tra desiderare ed essere anticipat da un algoritmo: cosa resta di imprevedibile quando le macchine anticipano ciò che potremmo desiderare? Cerchiamo dispositivi, oggetti speculativi e progetti di design fiction che mettano alla prova questo confine: prototipi che simulino futuri non ottimizzati, interfacce che rendano visibile la differenza tra sognare ed essere profilat , esercizi di design che riportino al centro ciò che non può essere calcolato.

Other Ecologies

Relazioni con la materia, il territorio e le forme di vita non umane che già esistono. Fragili, laterali, raramente progettate. Cerchiamo progetti che partano da forme di coesistenza già in atto: pratiche di cura del territorio, oggetti e infrastrutture che includano il non umano, prototipi che diano forma alle ecologie già presenti intorno a noi.

Soft Revolution

Esplora il corpo come luogo del sogno intimo e dell’immaginazione trasformativa: uno spazio in cui desiderio, piacere, intimità, vulnerabilità ed erotismo possono mettere in discussione le norme e aprire ad altri modi di stare insieme. All’interno di DAYDREAMING, il design diventa uno strumento per interrogare il modo in cui oggetti, ambienti e interfacce plasmano ciò che sentiamo, desideriamo e consideriamo possibile. Questa linea comprende body design, interaction design, textile e material design, tecnologie indossabili, furniture e spatial design, organic, sound e sensory design, oltre a progetti che affrontano i temi della cura, dell’intimità e del benessere. Una rivoluzione gentile prende forma nella sfera più sensibile e intima, eppure ha il potenziale di trasformare il modo in cui abitiamo gli spazi, le relazioni e la vita condivisa.

Nightswimming

Esplora la notte come spazio performativo e non progettato: una dimensione temporale in cui routine, funzioni e codici sociali si allentano, lasciando emergere altri comportamenti, incontri e forme di attenzione. A differenza di DAYDREAMING, che lavora attraverso la proiezione e l’immaginazione, NIGHTSWIMMING si concentra sull’immersione, sulla presenza e sull’imprevedibile. La notte diventa uno spazio non interamente definito in anticipo, in cui la performance può prendere forma attraverso corpi, suono, movimento, oscurità, durata e caso. Questa linea può comprendere performance design, spatial e scenographic design, sound e light design, architetture temporanee, culture dei club e della nightlife, pratiche coreografiche, interventi urbani e ambienti immersivi. La notte come partitura aperta, dove ciò che conta non è soltanto ciò che viene progettato, ma anche ciò che viene intenzionalmente lasciato non progettato.

People &
Projects

Come candidarsi

La call resterà aperta fino al 18 dicembre 2026.

Al termine di un attento processo di valutazione e selezione, BASE comunicherà l’esito delle candidature entro la fine di gennaio 2027. Un ecosistema di ricerca, residenze, progetti collettivi e sperimentazione, attivo durante tutto l’anno.

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Un appuntamento mensile per chi vuole guardare al design con occhi nuovi. In–depth è la nostra lettera editoriale: una selezione curata di progetti, riflessioni, collaborazioni e storie che esplorano il design come pratica sociale, politica ed emotiva.

Ogni uscita è un’immersione in ricerche in corso, residenze, consigli e domande aperte. Uno spazio editoriale autonomo, guidato dallo stesso sguardo critico e sperimentale che anima tutto We Will Design.