Nuovi esercizi di pensiero collettivo per re–immaginare la città: Performing Architecture è il festival diffuso che intreccia architettura e arti performative per trasformare lo spazio urbano insieme all su abitanti.
Nato dalla collaborazione tra BASE e DOPO?, il festival invita una nuova generazione di architett a esplorare l’architettura come pratica viva, capace di mettere in discussione le convenzioni e aprire nuovi scenari di interazione sociale.
Attraverso performance, installazioni e azioni pubbliche, il festival sperimenta modalità ibride di progettazione, in cui il corpo e lo spazio dialogano per riscrivere il modo in cui viviamo la città. Un processo multidisciplinare che non solo interseca architettura, cultura ed educazione, ma contribuisce a rendere la vita urbana più ricca, inclusiva e gioiosa.
Tutti gli appuntamenti
La manifestazione mette in rete cinque quartieri della periferia sud della città – Corvetto, Chiaravalle, Stadera, Barona e Tortona. Un percorso simbolico, una linea immaginaria che unisce gli spazi e li ripensa.
Per ognuno dei quartieri toccati dal festival è previsto un intervento progettuale – un’installazione temporanea – concepita da un architett e un performer in collaborazione con un “presidio”, un’organizzazione radicata nella zona di riferimento. Cinque quartieri, cinque modi di ripensare l’architettura.

01. Tortona: Another Week
AT: BASE Milano
ARCHITECTURE: Matilde Cassani Studio
PERFORMING: Martina Rota
L’architettura è uno spazio sospeso. Tra dentro e fuori, tra tempo produttivo e tempo di fuga. Nella Ground Hall di BASE, l’installazione Another Week di Matilde Cassani Studio trasforma il Fuorisalone in un’esperienza di rallentamento. Un grande tappeto di suole assorbe le impronte dei visitatori, mentre lunghi tappeti e materassini sportivi invitano a fermarsi, abitare lo spazio e ripensare la frenesia delle Week milanesi.
Intorno all’idea di corpi, performance e comunità ruota anche l’intervento site–specific With All My Strength dell’artista Martina Rota, che attiverà l’installazione di Cassani.
02. Barona: VANDALI
AT: BARRIO’S
ARCHITECTURE: Studiolatte
PERFORMING: Babau
Barrio’s si trasforma in un paesaggio sonoro con VANDALI: sculture interattive di Studiolatte e Babau invitano il pubblico a improvvisare con il suono, riscrivendo lo spazio urbano. Ispirandosi al vandalismo come gesto creativo, il progetto trasforma l’architettura in una partitura collettiva, viva e in continua evoluzione.
OGNI GIORNO DALLE H12 ALLE H19


03. Corvetto: Fuga dalla città?
AT: DOPO?
ARCHITECTURE: Sbagliato
PERFORMING: Caterina Gobbi + Campo Base Project
Sbagliato e Caterina Gobbi trasformano DOPO? in un rifugio sonoro e spaziale. Fuga dalla città? gioca sul contrasto tra l’attrattività del Fuorisalone e il bisogno di quiete. Trompe-l’œil e installazioni sonore riconnettono Milano a una natura immaginaria, creando un cortocircuito tra il ritmo urbano e una dimensione sospesa.
04. Stadera: Arena Stadera
AT: Stadera Design District
ARCHITECTURE: Fantastudio, Sara Ricciardi Studio
PERFORMING: Annamaria Ajmone
Il Giardino Gianfranco Bianchi diventa Arena Stadera, un’installazione che esplora l’accoglienza. Tubi innocenti e tessuti creano uno spazio di scambio, dove parole e immagini raccontano storie di comunità. Eventi, performance e laboratori trasformano l’arena in un luogo di relazione e partecipazione attiva.


05. Chiaravalle: Macchine da Festa
AT: Terzo Paesaggio
ARCHITECTURE: Lemonot
PERFORMING: Luca Boffi / Alberonero
Nel giardino del Padiglione Chiaravalle, Macchine da festa di Lemonot e Luca Boffi unisce panificazione, fermentazione e convivialità. Due laboratori mobili e un tavolo itinerante ospitano festini e cene comunitarie, creando uno spazio sospeso tra apprendimento e incontro, dove il cibo diventa linguaggio universale.