ROOM 04. Cristina Dezi — RED NOISE

Un progetto di biodesign indossabile e interattivo che, attraverso sensori incorporati e software open source, trasforma i dati biologici in comunicazioni sonore. Il progetto collega corpi, fluidi e ambienti, esplorando l'intimità, la sessualità e i tabù.  

Cristina Dezi — RED NOISE

Il progetto trae ispirazione da Body of Water di Astrida Neimanis, secondo la quale l’acqua non è qualcosa di esterno al corpo umano, ma di interno. Il modo in cui concepiamo, e quindi trattiamo l’acqua, riflette il modo in cui trattiamo noi stess, le nostre parentele e le parentele più che umane. L’acqua diventa un mezzo condiviso e relazionale che collega corpi, ambienti, infrastrutture e storie politiche.   

Partendo da questa prospettiva, RED NOISE mira a creare un legame simbiotico tra il corpo umano, i suoi fluidi e l’ambiente circostante, incoraggiando una forma attiva e viscerale di ascolto delle trasformazioni che avvengono dentro e intorno a noi: dai cambiamenti climatici ed ecologici alle dinamiche sociali, politiche e intime. Propone un approccio fluido, ecologico, queer e femminista per esplorare corpi, sessualità e relazioni tra sistemi umani e non umani.  

L’installazione centrale è una bioprotesi indossabile e interattiva realizzata con biomateriali a base di alghe e sensori incorporati: suoni umani e non umani, fluidi corporei e dati ambientali vengono intrecciati in un sistema vivo e reattivo. 

L visitator interagiscono immergendo i sensori in contenitori con acqua e fluidi locali. I dati raccolti – conduttività, TDS e pH – vengono trasformati in suono tramite Pure Data, attivando e modulando voci pre-registrate che raccontano piacere, dissenso, liberazione e pratiche corporee. Le variazioni di pH distorcono progressivamente il parlato fino a un “rumore orgasmo” collettivo, simbolo della contaminazione condivisa. 

Al centro di RED NOISE c’è la contaminazione: non solo ambientale, ma sociale e corporea, che rivela legami tra stigma, controllo e potere. L’installazione invita a sperimentare nuove forme di comunicazione tra fluidi, corpi, ambienti e partecipanti, suggerendo modi alternativi di ascoltare l’acqua, la vita e le conoscenze spesso taciute. 


IN PARTNERSHIP CON
Mz_Baltazar Lab, ALMA futura

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