Missing Outs
Elisabetta Consonni in residenza a BASE

In residenza a 2023-11-01

Mentre leggi queste parole, ti stai perdendo qualcosa. Che cosa? Chi sa.   

Missing Outs – il nuovo lavoro di Elisabetta Consonni – affonda le sue radici nelle occasioni perse, in tutto quello che avremmo voluto, potuto, dovuto dire o fare: uno sguardo alla FOMO, la Fear Of Missing Out, ovvero quella costante paura di sentirci costantemente tagliat fuori, ansia sociale conosciuta e riconosciuta dalle nuove generazioni – millennials e oltre.   

Attraverso il dispositivo teatrale del doppiaggio, alle volte vocale, altre volte coreografico, Missing Outs vuole ritrovare una relazione tra noi e la nostra proiezione, lì dove si raccolgono quelle occasioni mancate e dove andiamo a guardare, alla ricerca di una vita diversa,  “[…] una vita parallela, che non realizziamo mai, che viviamo nella nostra mente, la vita che desideriamo e di cui fantastichiamo: i rischi che non abbiamo mai corso, le occasioni che abbiamo perso o che non ci sono state concesse”.   

Missing Outs prende spunto dalle tesi dello psicanalista inglese Adam Phillips contenute nel saggio In Praise of the Unlived Life. Adam Phillips traccia un’interessante prospettiva sulla nevrosi tipicamente occidentale del continuo desiderare una vita diversa, nevrosi che porta a vivere costantemente nella zona di scarto tra chi vorremmo essere un giorno o chi non siamo riusciti ad essere nel passato, e chi siamo nel nostro presente. In una società di crescente individualismo dove la “specialità” del sé è assioma inflazionato e imperativo, cresciamo coltivando un’ossessione per la nostra unicità e il suo conseguente successo. Presto però ci rendiamo conto di quanto ciascuno di noi sia elemento accidentale e che l’anonimato è qualcosa con cui dover fare i conti. Secondo Phillips, il modello capitalista è generativo di questa frustrazione, stabilendo quel circolo vizioso interno a se stesso per cui sempre più siamo indotti a “conoscere noi stessi” attraverso l’idea di possesso: “conoscere ciò che vogliamo avere”. 

Elisabetta Consonni
coreografa tutto, essere umani e disumani, oggetti mobili e immobili, mappe, interstizi e gruppi vacanze spaziali. Tesse reti di relazioni, sottili e forti, come il vetro di zucchero.
Laureata in Comunicazione con una tesi finale sulla costruzione sociale del corpo nella danza e diplomata al The Place-London, ha poi approfondito la sua ricerca nella performing art vivendo in Olanda (2004-2009) e in Polonia (2013-2015). I suoi lavori mirano a espandere la pratica della coreografia cercando dispositivi performativi per incorporare dinamiche e temi del sociale.
Il suo attivismo in ambito sociale e civico, prende la forma artistica di un processo di ricerca (documentato in ergonomicaproject.wordpress.com) che dal 2013 indaga l’uso e il significato sociale dello spazio pubblico e la declinazione delle competenze coreografiche nelle pratiche comunitarie. I suoi lavori sono stati prodotti da Teatro Grande di Brescia (IT), Centro Nazionale della Danza Virgilio Sieni (IT), Ariella Vidach AiEP (IT), Konfrontacje Teatralne (PL), Biennale Danza Venice (IT), Orlando Festival (IT), Pergine Festival (IT), Lavanderia a Vapore (IT) e presentati presso International Dance Theater Festival Lublin (PL), Biennale Danza di Venezia (IT), Cantieri Culturali Isolotto (IT), Zona K (IT), Indisciplinarte Terni (IT), Fog Festival (IT), In/Visible Cities (IT), Danae Festival (IT), Le Alleanze dei Corpi (IT), Farout (IT), Festival Periferico (IT).
CREDITI
Missing Outs è una produzione di Danae Festival, BASE Milano e Fattoria Vittadini Con il supporto di Lavanderia a Vapore, vincitore del programma di residenza AIR. Selezionato da KRAKK, il programma di residenze artistiche di Santarcangelo Festival. 
https://www.elisabettaconsonni.com/