DESIRE RESIDE – Rethinking the conditions for artistic research, from practice to policy

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Due giornate sulle condizioni della ricerca artistica. Tempo, risorse, accesso, riconoscimento. Chi può permettersi di fare ricerca, e chi decide cosa conta come ricerca.

La ricerca artistica apre spazi di sperimentazione, produce conoscenza, mette in discussione linguaggi e categorie consolidate. Ma la sua possibilità di esistere dipende da condizioni materiali, culturali e istituzionali che non sono mai neutre. 

In un sistema culturale sempre più orientato alla produzione, alla misurazione dei risultati e alla dimostrazione del proprio impatto, quale spazio rimane per processi aperti, non lineari, il cui valore non può essere stabilito in anticipo? E chi ha realmente la possibilità di attraversarli? 

Il 1° e 2 dicembre DESIRE RESIDE torna a BASE Milano per la sua seconda edizione, riunendo artist, curator, ricercator, organizzazioni e istituzioni culturali in un confronto che attraversa diversi livelli della ricerca artistica: dalle pratiche che la producono ai saperi che contribuiscono a definirla, fino alle strutture, alle risorse e alle politiche che ne rendono possibile lo sviluppo. 

Attraverso keynote, conversazioni, pratiche di ricerca e tavoli di lavoro, DESIRE RESIDE mette in dialogo queste prospettive, non per cercare risposte univoche, ma per far emergere questioni condivise, contraddizioni e possibilità di azione. Uno spazio in cui chi fa ricerca e chi ne costruisce le condizioni possa interrogare, insieme, i modi in cui la ricerca viene riconosciuta, sostenuta e praticata. 

 


 

PROGRAM DAY #1
Knowledge, Practices and Access
 

 

14H | Opening
Daydreaming as a Radical Practice

L’apertura di DESIRE RESIDE introduce DAYDREAMING, il nuovo ciclo di programmazione e residenze artistiche di BASE per il 2027. Sognare a occhi aperti non come fuga dalla realtà, ma come pratica critica e collettiva di immaginazione. A partire da una domanda: chi dispone del tempo, dello spazio e della libertà necessari per immaginare alternative al presente? Una riflessione sulle condizioni materiali e sociali dell’immaginazione, sul suo potenziale trasformativo e sul ruolo delle istituzioni culturali nel renderla una possibilità condivisa. 

14.30–15H | Keynote
Simone Frangi

A partire dal rapporto tra teoria critica, pratiche artistiche e ricerca curatoriale, Simone Frangi apre una riflessione sulla capacità dell’arte di produrre conoscenza, mettere in discussione le narrazioni dominanti e generare nuove prospettive sul presente. Un contributo per interrogare la dimensione critica e politica della ricerca artistica e il ruolo delle pratiche sperimentali nel trasformare non soltanto i linguaggi dell’arte, ma anche i modi in cui il sapere viene costruito, condiviso e riconosciuto. 

15–16H | Panel
WHAT COUNTS AS RESEARCH?
Artistic Practices, Knowledge and Curatorial Perspectives

Modera Simone Frangi, con Silvia Calderoni, Daniel Blanga Gubbay e Annalisa Sacchi.

Che cosa riconosciamo come ricerca artistica? Quali forme di conoscenza emergono dalle pratiche artistiche e come entrano in relazione con la riflessione teorica e curatoriale? Attraverso le prospettive di artist, ricercator e curator, il panel mette a confronto differenti modi di intendere e praticare la ricerca, interrogando le metodologie, i linguaggi e i criteri attraverso cui viene definita e riconosciuta. Un dialogo sui confini, e sulle possibili contaminazioni, tra pratica, teoria e curatela, per esplorare come queste prospettive possano arricchirsi e mettersi reciprocamente in discussione. 

16–16.30H | Coffee break

16.30–17.30H | Practice
RESEARCH-CREATION
Artistic Practice as a Mode of Knowledge Production

A cura di Lucia Di Pietro, con Ginevra Ghiaroni e Sara Tammone.
La pratica artistica non è soltanto oggetto di ricerca, ma può diventare essa stessa un metodo di indagine e produzione di conoscenza. A partire dalle esperienze delle tre ricercatrici, che condividono la partecipazione a PerLa – Performance Epistemologies Research Lab dell’Università Iuav di Venezia, la sessione introduce il campo della research-creation, esplorando come sperimentazione artistica e riflessione teorica possano svilupparsi all’interno di uno stesso processo di ricerca. Un’occasione per interrogare le forme di sapere che emergono attraverso il fare, l’esperienza e la sperimentazione, e il contributo specifico delle pratiche artistiche alla costruzione di nuove metodologie di ricerca. 

17.30–18.30H | Round table
RESEARCH IS NOT NEUTRAL
Access, Inequality and the Conditions of Artistic Research

La possibilità di dedicarsi alla ricerca artistica non è distribuita equamente. Condizioni economiche, provenienza sociale, accesso alle risorse e meccanismi di riconoscimento influenzano chi può intraprendere un percorso di ricerca, con quali margini di autonomia e a quale costo. Una conversazione che mette in relazione esperienze e prospettive differenti per interrogare le disuguaglianze che attraversano il lavoro artistico: quali ostacoli rimangono invisibili? Quali condizioni di privilegio diamo per scontate? E quali responsabilità condivise possono emergere dal riconoscimento di queste differenze? 

Dalle 19H | Aperitivo e FAROUT Live Arts Festival

La giornata prosegue con un momento conviviale e con gli spettacoli di FAROUT: un altro modo per stare insieme, attraversare pratiche artistiche e condividere la chiusura del festival.  Alle 20.30, Motus con Io vomito Yuan.


 

PROGRAM DAY #2
Institutions, Infrastructures and Ecosystems
 

 

14H | Opening keynote
Rethinking the Conditions for Artistic Research

Voci partecipanti in via di definizione.
La seconda giornata di DESIRE RESIDE sposta lo sguardo dalle pratiche artistiche alle condizioni organizzative, economiche e politiche che ne rendono possibile lo sviluppo. Una riflessione sul ruolo delle istituzioni culturali, sulla distribuzione delle risorse e sulla necessità di costruire strumenti e modelli capaci di sostenere la ricerca oltre le logiche della produzione immediata. 

14.30–15.30H | Panel
RETHINKING CULTURAL POLICY
Artistic Research and the European Cultural Agenda

Voci partecipanti in via di definizione.

Quale spazio occupa la ricerca artistica nelle politiche culturali europee? E quali strumenti sono necessari per sostenerne la continuità, l’autonomia e la capacità di sperimentazione? Il panel mette a confronto prospettive sul ruolo delle politiche pubbliche, dei programmi di finanziamento e della cooperazione internazionale nel definire le condizioni in cui la ricerca artistica può svilupparsi. Una conversazione sulle priorità delle agende culturali europee e sulla possibilità di costruire strumenti di sostegno capaci di riconoscere il valore dei processi di ricerca, anche quando non producono risultati immediati o predeterminati. 

15.30–16.30H | Panel
BEYOND DISCIPLINES
Residencies as Infrastructures for Artistic Research

Con Oana Simionescu, Katharina Scriba, Irene Calderoni e altre voci in via di definizione.

Che cosa significa progettare una residenza come infrastruttura per la ricerca artistica, e non soltanto come spazio di ospitalità o produzione? Attraverso le esperienze di organizzazioni culturali internazionali, il panel esplora differenti approcci alla costruzione di programmi di ricerca e residenza: dal rapporto tra discipline e linguaggi alle modalità di accompagnamento degli artisti, fino alle relazioni con altri saperi, contesti e comunità. Un confronto sul ruolo delle organizzazioni culturali nel creare condizioni di sperimentazione, scambio e continuità, e su come le pratiche di ricerca possano contribuire a trasformare i modelli istituzionali che le sostengono. 

16.30–16.45H | Coffee break

16.45–18H | Working tables
FROM QUESTIONS TO COLLECTIVE ACTION
Policies, Artistic Needs and Residency Infrastructures

Dopo due giornate di confronto, DESIRE RESIDE apre uno spazio di lavoro collettivo per mettere in relazione tre dimensioni fondamentali della ricerca artistica: le politiche culturali, le necessità di chi la pratica e le organizzazioni che ne costruiscono le condizioni. Tre tavoli tematici riuniscono prospettive ed esperienze differenti per approfondire le questioni emerse durante il programma, riconoscere bisogni e criticità condivise e individuare possibili terreni di collaborazione. Un’occasione per interrogare le distanze tra pratiche, istituzioni e politiche culturali, e iniziare a costruire un linguaggio comune intorno alle condizioni necessarie per sostenere la ricerca artistica. 

Dalle 18H | Aperitivo e FAROUT Live Arts Festival

Closing the gathering, closing the festival. Alle 19.00, Motus con Io vomito Yuan e alle 21.00, Lucia Di Pietro con KaraOCHE.

 

Porta una voce in più

Leggendo il programma ti è venuta in mente una persona che dovrebbe esserci? Un’artista, uno spazio, un collettivo, una realtà che conosciamo poco. Invitala. DESIRE RESIDE serve anche a far incontrare chi non si incontra abbastanza. Scrivi a → residenze@base.milano.it

Credits

DESIRE RESIDE è il programma di residenze di BASE Milano: pratiche ospitate, una pubblicazione, momenti pubblici di confronto come questo. Scoprilo ora ↗

    Con Simone Frangi · Daniel Blanga Gubbay · Annalisa Sacchi · Lwando Xaso · Irene Calderoni · Marta Bianchi · Tamsyn Dent · Katharina Scriba · Oana Simionescu · Silvia Calderoni · Wissal Houbabi · Lucia Di Pietro e altre voci in via di definizione.

    Evento internazionale: la maggior parte dei panel sarà in inglese, con traduzione garantita in italiano (e viceversa).

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