Attraverso elettroliti, sintetizzatori e piante vive, l’installazione di Klaus esplora il rapporto tra natura e identità, in dialogo con il tema di Paranoia Festival 2026 che tornerà a settembre a BASE.
Il suono si trasforma continuamente, reagendo alla luce, al movimento della pianta e alle variazioni generate dall’interazione tra gli elementi. Ne emerge un paesaggio sonoro mutevole e sensibile, che invita a riflettere sulla dimensione umana attraverso un ascolto diretto della natura.